Bacchelli, Riccardo

Tipologia Persona

Date di nascita e morte

Data di nascita
19/04/1891
Data di morte
08/10/1985

Nome completo

Bacchelli, Riccardo

Biografia

Riccardo Bacchelli nacque a Bologna in una famiglia borghese. Cominciò a cimentarsi nella scrittura letteraria al liceo, pubblicando a conto d’autore la sua prima opera narrativa nel 1911. Dopo gli studi superiori si iscrisse in lettere all’università di Bologna ma interruppe presto la sua formazione universitaria. Nel 1912 si trasferì a Firenze dove iniziò a collaborare con «La Voce».

Dopo la guerra co-fondò la rivista «La Ronda», di cui fu uno dei sette redattori con Antonio Baldini, Bruno Barilli, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Lorenzo Montano, Aurelio Saffi e si trasferì a Roma. Oltre ai suoi numerosi scritti per la rivista, Bacchelli cominciò ad interessarsi di teatro e pubblicò i primi testi di una densa produzione teatrale sviluppatasi lungo gli anni.

Nel 1926 si trasferì a Milano e diventò critico teatrale per la «Fiera letteraria». Collaborò anche con «La Stampa» e, a partire dagli anni Trenta, con «L’Ambrosiano» e il «Corriere della Sera». Con Orio Vergani e altri amici legati alla «Fiera letteraria», che si rifacevano alle idee della «Ronda», fondò nel 1927 il premio letterario Bagutta (che si svolgeva nel ristorante toscano omonimo di Milano, scelto da lui) e ne fu nominato presidente a vita.

Nel 1927, a trentasei anni, pubblicò il suo primo romanzo, Il diavolo al Pontelungo, sugli ultimi anni di Bakunin, che riscosse un grande successo. Bacchelli approdò relativamente tardi al romanzo, in parte per l’eredità rondista, avversa al genere romanzesco. Il romanzo seguiva comunque i modelli classici come Tolstoi e Manzoni e non quelli moderni come Joyce, Svevo o Proust. Pubblicò numerosi romanzi durante gli anni Trenta, tra cui Il Rabdomante, nel 1936, non cui vinse lo stesso anno il premio Viareggio, e Il Mulino del Po, il suo capolavoro, pubblicato in tre volumi tra il 1938 e il 1940. Il romanzo segnò il suo riconoscimento come uno dei maggiori scrittori della sua epoca, riconoscimento sancito dall’attribuzione della laurea honoris causa dell’università di Bologna nel 1940 e dalla sua nomina come Accademico d’Italia nel 1941. Nonostante non avesse la tessera del partito fascista, fu preferito a Corrado Govoni che aveva mandato diverse lettere di sostegno alla sua nomina da parte di Negri, Bontempelli, Farinelli e Ojetti. Fu anche scelto dal Ministero della cultura popolare per rappresentare, insieme ad altri scrittori, la letteratura italiana al Convegno dell’Associazione europea degli scrittori tenutasi a Weimar dal 7 al 11 ottobre 1942.