Clara fra i lupi
Luogo di edizione
- Milano
Titolo
- Clara fra i lupi
Descrizione
Una prima versione del romanzo è pubblicata sul settimanale illustrato di novelle e varietà “Il Milione”, in sedici puntate, tra il 13 ottobre 1938 e il 26 gennaio 1939.
Anno di pubblicazione
- 1939
Genere
- romanzo
Riassunto
Il romanzo racconta la storia Clara Antoni, una giovane donna di ventisei anni, e di Mario Prada, regista di cinema e ex ufficiale in Somalia, più grande di lei di dieci anni. Dal paesino di Borgolago dove vive col padre, Clara si reca in città nella speranza di poter far leggere al regista il copione cinematografico che ha scritto. Sin dal loro primo incontro, Prada rimane colpito dalla “purezza” – tematica ricorrente del romanzo – che emana da lei e si innamora presto della giovane donna. Il suo amore è ricambiato da Clara che si sente per la prima volta guardata da un uomo con ammirazione e non solo con desiderio. Ma, allo stesso tempo, teme che Prada scopra il suo passato di “ragazza sensuale” (Clara ha il torto di aver avuto relazioni con altri uomini negli anni precedenti): “solo un uomo come Prada avrebbe potuto amarla; ma tra lui e lei c’era il suo passato. Da come Prada l’aveva guardata, si capiva che egli la credeva pura” (p. 113).
Quando Prada viene a sapere delle sue relazioni passate ne rimane sconvolto e disgustato (mentre egli stesso ha appena lasciato la donna con cui ha avuto una relazione di diversi mesi). Nonostante lo slancio di violenza che prova nei confronti di Clara, e che reprime all’ultimo, passano una notte insieme, dopo la quale il regista abbandona la donna per andare a girare un film in Etiopia sulle colonie. Clara è sempre innamorata di Prada ma rassegnata: “lo aveva incontrato troppo tardi, quando non poteva più essere una moglie com’egli la voleva, una donna senza macchia, in tutto degna di lui” (p. 143). Torna a vivere presso il padre a Borgolago, dove scopre di essere incinta. Si spaventa e si confida con un vicino di casa, Casali, che scrive a Prada per chiedergli di tornare il più presto possibile. Arrivato a Borgolago e avendo scoperto che la donna non è moribonda come pensava si sente di nuovo tradito, finché Casali gli spiega la situazione della donna e lo convince a sposarla. Dopo qualche mese in Etiopia, la giovane coppia torna in Italia per la fine della gravidanza ma Clara muore in parto. Attraverso la voce di Casali, la sua morte viene interpretata in chiave moralistica, come conseguenza della sua perdizione morale passata: “aveva un’anima troppo sensibile – mormora Casali a se stesso – non avrebbe dovuto conoscere il male; invece il mondo l’ha turbata. Poi s’è sperduta in errori di cui la sua coscienza non ha potuto sopportare il peso” (p. 308).
La storia si svolge nel 1938 e include vari riferimenti al contesto politico, in particolare alla colonizzazione etiopica e alla Conferenza di Monaco di settembre 1938. Prada è scelto per girare un film sulle colonie perché “nessuno potrebbe dirigere meglio di lui un film di questo genere. Prada è un vecchio coloniale e un vero artista, che sente profondamente la vita dell’Italia nuova, e renderà la poesia del lavoro dei coloni senza fare della retorica” (p. 160). Del resto è “convinto della bontà dell’opera colonizzatrice visitata fino agli ultimi villaggi dell’altipiano cirenaico” (p. 264) e decide di stabilirsi in modo definitivo a Tripoli. Quando viene a sapere della partecipazione di Benito Mussolini alla conferenza di Monaco, insieme a Neville Chamberlain, Édouard Daladier e Adolf Hitler, Prada prova una immensa gioia: “gli parve di vedere le cose con occhi nuovi; si sentì ilare, sereno, invaso da una commozione che gli fece tremare lievemente la voce mentre chiedeva altre notizie sull’incontro. Era anche orgoglioso della luce che rifletteva su lui, italiano, l’uomo chiamato come arbitro della pace del mondo.” (p. 225).
Premi
Premio Viareggio 1939